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Come si diventa speaker e doppiatori?
È la domanda che contiene al suo interno il maggior numero di risposte possibili e immaginabili. Ma la buona notizia è che - almeno - una risposta c'è.

Voglio rispondere al quesito con un articolo dopo aver ricevuto diversi messaggi da parte di ragazzi che vorrebbero fare gli speaker e i doppiatori ma non sanno da dove iniziare. Quindi sarò chiaro, diretto e sincero dividendo in tappe il percorso che conduce alla realizzazione del sogno. Prima però facciamo una distinzione.

Che differenza c’è tra uno speaker pubblicitario e un doppiatore?

Lo speaker pubblicitario si occupa - in termini generali - di dare voce ai comunicati destinati a televisione e radio. Peculiarità di questa figura è la duttilità, ossia saper interpretare un testo con intenzioni e intonazioni diverse. Doppiatore è invece colui che si sostituisce vocalmente all’attore in video utilizzando la tecnica del sync. Bada bene, ho detto che si sostituisce. Il doppiatore fa quello che è stato fatto dall’attore da doppiare, ma in un’altra lingua.  
Fatta questa dovuta precisazione è bene sottolineare che, in fondo, sia lo speaker pubblicitario che il doppiatore sono veri e propri attori. E non esiste una grandissima differenza tra le due figure, tanto che lo speaker in ambito pubblicitario viene definito doppiatore pubblicitario.
Adesso veniamo al dunque.

Come si diventa speaker pubblicitari o doppiatori?

Partiamo dal presupposto che non esiste una via uguale per tutti. Esistono piuttosto diverse strade che portano al successo, un po’ come si dice quando tutte le strade portano a Roma. Dove, tra l’altro, va in scena la parte massiccia del doppiaggio cinematografico.
Quindi passiamo ai fatti. Quelle che seguono saranno le tappe da percorrere per diventare doppiatori.

Le tappe

  1. Iscriversi a un corso di recitazione teatrale

Diffidate da chi dice che un doppiatore non sia un attore, perché è esattamente il contrario. D’altronde è la parola stessa che rimanda a questo concetto: doppiat(t)ore. Quando ci si trova agli esordi del sogno imparare a recitare è determinante se si vuole speakerare un comunicato pubblicitario o doppiare un attore del cinema. Cerca quindi una scuola di recitazione professionale vicino alla tua città o che hai scelto per il tuo futuro. Quindi assicurati che gli insegnanti siano veri professionisti.

  1. Iscriviti a un corso di dizione e impara a parlare bene

Alcune scuole di teatro propongono all’interno del proprio percorso propedeutico alla recitazione anche un corso di dizione. Ma se la scuola che hai scelto non ce l’ha, non preoccuparti: trova un corso di dizione e impara a parlare bene. Una volta iniziato il percorso non smettere mai di parlare in dizionese, una nuova lingua che entrerà nel tuo background e che sarà determinante quando inizierai a lavorare seriamente. 

  1. Il corso di doppiaggio o speakeraggio pubblicitario

Parallelamente alla frequentazione del corso di recitazione e di dizione puoi iscriverti a un corso di doppiaggio o speakeraggio pubblicitario. Se vuoi fare il doppiatore devi conoscere le tecniche di doppiaggio che vanno dal sync all’uso della cuffia, dall’interpretazione di un testo fino all’incisione di un anello. Tutte cose che imparerai frequentando un corso di doppiaggio. Quindi un suggerimento: cerca un corso che sia tenuto da un doppiatore che diriga anche il doppiaggio. In questo modo le possibilità di mettere in pratica ciò che hai imparato potrebbero raddoppiarsi.

  1. L’allenamento

Hai mai visto Cristiano Ronaldo saltare un allenamento? No. CR7 si allena anche a casa ed è uno dei più forti calciatori del mondo anche per questo. Dunque una volta studiato ed acquisito le conoscenze del mestiere devi mettere in pratica ciò che hai imparato. Come? Allenandoti a casa, prima di tutto. Acquista un buon microfono, una scheda audio, ed esercitati interpretando a tuo modo pubblicità famose; oppure doppia il personaggio della tua serie tv preferita. E quando ti sentirai pronto proponiti alle agenzie di speakeraggio o ai direttori di doppiaggio. In entrambi i casi il risultato finale non è garantito. Ma lo studio, l’impegno, la costanza e la determinazione premiano sempre.

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Mi chiamo Daniele Campanari, sono un doppiatore e speaker pubblicitario professionista. Puoi ascoltare la mia voce in tutta Italia e nel mondo. 
Ogni giorno mi metto al servizio per grandi e piccole imprese. La mia voce viene scelta per campagne pubblicitarie nazionali in TV, su canali Mediaset e satellitari; e radiofoniche in onda su Rtl 102.5, Radio 105, Radio 24, Radio Rai, Radio Italia.
Ho lavorato per TIM, Mulino Bianco, IKEA, Trivago, Michelin, Edison, UCI Cinemas, Del Monte e molti altri. 

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Immaginiamo di dover comprare una nuova lavatrice. Dobbiamo comprarla perché quella che usavamo fino a ieri si è rotta. Puntavamo molto su di lei, avevamo pensato a un futuro insieme tra coppie di calzini introvabili e t-shirt biancoverdi per errore. Ma non è così: la lavatrice piange un colore azzurro detersivo dal suo unico grande oblò. Porca paletta! Adesso per comprare una lavatrice nuova dobbiamo tirare fuori i soldi. 
Consumato il dramma, quanto siamo disposti a spendere per avere una nuova lavatrice?

SPEAKER E LAVATRICI 

È una tragedia economica, certo, però bisogna pur guardare avanti. Magari in direzione del rivenditore di lavatrici. Ora non voglio paragonare speaker e doppiatori alle lavatrici - va be, lo sto facendo! - anche se con determinate abilità i nostri possono trasformare il tuo video da così a così. Comunque la riflessione punta all’aspetto economico: quanto siamo disposti a spendere per uno speakeraggio professionale?
Prima però torniamo alla lavatrice. Immaginiamo, ancora, di essere di fronte a due diverse lavatrici: una è silenziosa e tecnologica; l’altra è rumorosa e fuoritempo. Eppure entrambe sono bianche, sembrano uguali! Potremmo pensare allora che le due lavatrici si comportino allo stesso modo. In fondo sono lavatrici e devono fare quello per cui sono nate, cioè lavare i panni sporchi. Però, amico mio, non è così.

LAVATRICE PROFESSIONALE O NON PROFESSIONALE 

La prima lavatrice, che per convenzione chiameremo Uno, ha caratteristiche attuali ma un costo importante. La seconda lavatrice, che qui chiameremo Due, ha rare qualità tecniche ma costa decisamente meno dell’altra. Ora si decide il futuro del nostro acquisto.
Compreremo una bella lavatrice o una brutta lavatrice?
Compreremo una voce professionale o una voce non professionale? 
Difficile rispondere univocamente: ognuno ha un personale pensiero e anche un proprio budget. La cosa importante è comprare con consapevolezza.
Ma se comprassi la Uno avrei un risultato garantito. Perché usa materiali tecnici professionali e la sentiamo bene anche soltanto avvicinando l'orecchio all'oblò. L’acquisto sarà un investimento sicuro e a lungo termine.
Qualora comprassi la Due invece - che ha un assemblaggio approssimativo e produce un suono sgradevole oltre a creare un effetto rimbombo -  dovrei fare i conti con un prodotto scadente che, nel breve periodo, sarà sostituito. Dice: l’ho pagata poco! Eh, amico mio: vale poco.

SPEAKER DA 10 EURO 

Adesso smetto di parlare di lavatrici. Parliamo di speaker e doppiatori. Purtroppo in alcuni luoghi loschi di questo splendido settore esiste la tendenza a concludere la compravendita a basso costo. Parlo di costi equivalenti a due panini. Qualora non fosse chiaro il prezzo dei panini, dico che non si può vendere uno speakerato a 10 euro. Puoi acquistarlo, certo, ma non avrai un buon risultato. Perché lo speaker che si è venduto a 10 euro varrà 10 euro. Mi dispiace per lui ma non esiste ragione che mi faccia dire il contrario. Così come lo speaker venduto, che so, a 100 euro varrà esattamente la cifra che hai acquistato. Ci sono diversi motivi per cui dico questo. Ma non li tratterò adesso, dovrai pazientare l'uscita della prossima chiacchierata. 
Nel frattempo ti invito a fare una prova. 
Contatta due speaker: un professionista e un non professionista. Quindi confronta il percorso lavorativo, valuta il passaggio in questo mondo artistico, ascolta i lavori recenti e verifica con quali strumenti tecnici confezionano il prodotto che hai chiesto. Se vuoi ottenere un risultato professionale devi rivolgerti a un professionista. E il professionista costa quanto una lavatrice silenziosa e tecnologica. Perché sa dare molto più colore alle parole.

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Mi chiamo Daniele Campanari, sono un doppiatore e speaker pubblicitario professionista. Puoi ascoltare la mia voce in tutta Italia e nel mondo. 
Ogni giorno mi metto al servizio per grandi e piccole imprese. La mia voce viene scelta per campagne pubblicitarie nazionali in TV, su canali Mediaset e satellitari; e radiofoniche in onda su Rtl 102.5, Radio 105, Radio 24, Radio Rai, Radio Italia.
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Lunedì, 23 Marzo 2020 20:10

I DOPPIATORI RESTANO A CASA... PER DOPPIARE?

Lo chiamano Smart Working perché Lavorare da casa suona troppo italiano. Linguaggio a parte, questo è uno dei grandi temi del periodo emergenza coronavirus. I decreti governativi vengono aggiornati di giorno in giorno, le restrizioni diventano sempre più importanti e impotenti assistiamo alla chiusura di piccole e grandi attività. Tra queste figurano gli studi di registrazione e doppiaggio, giustamente considerati “poco necessari” quando la salute occupa il primo posto. Applicato il lucchetto alle sale, come se la cavano gli speaker e doppiatori?

#LORORESTANOACASA

Restano a casa, chiaramente. Però come si direbbe verso Houston, abbiamo un problema. Il problema è che a casa non si lavora. Sembrerebbe. Lo chiamano Smart Working perché ammettere che si tratta di routine per alcuni è fin troppo specifico. Per questi, infatti, lavorare da casa è un’abitudine consolidata. I nostri hanno una scrivania sulla quale poggiare un computer, un microfono e una scheda audio; uno studio recording trattato acusticamente. Fanno tutto (o quasi) da lì. La somma delle cose dà per risultato un luogo, e un luogo è un fatturato che, per i professionisti, è l’ideale seguito di una comprovata produzione vocale.

DOPPIARE DA CASA, SI O NO?

Ma nelle ultime ore assistiamo allo scontro invisibile tra il covid-19 - un potente stronzo - e il grande dubbio legato alla possibilità di continuare - o iniziare - a produrre vocali anche tra le mura domestiche. E non parlo di WhatsApp. Eppure si tratta di un dubbio che pare abbia tolto il sonno alle grandi produzioni. Quindi: se le sale sono chiuse, a chi viene affidato il lavoro? 

La domanda non è scontata, anzi, ha accesso un dibattito interessante. Ed è il motivo per cui ne sto scrivendo.
Possono i doppiatori doppiare da casa?
La risposta, per me, è sì. Ma a piccole dosi.

NON È DOPPIAGGIO SUL DIVANO

Chi ha investito molti soldi per allestire uno studio di registrazione personale sa come si svolge il mestiere da speaker e doppiatore. Perché prima di realizzare uno studio è passato per le sale di registrazione o doppiaggio, e continua a passarci perché una presenza non esclude l’altra. Quindi sa di cosa parla. Per questo dico che doppiare da casa è possibile ma solo in parte.
Cosa possiamo doppiare, allora, dal nostro studio?
Pubblicità e altre produzioni che non hanno bisogno di un impiego lungo e ferocemente attoriale. Anche se in sync, il problema non è questo. Parliamo sempre di doppiaggio, ma non è il grande doppiaggio cinematografico che ci ha reso celebri.

Inoltre se prevedessimo di doppiare TUTTO da casa, per assurdo il personaggio principale di un grande film, verrebbe meno la catena umana che si sintetizza nel lavoro del doppiatore. A casa il doppiatore sarebbe abbandonato a sé stesso; nessun direttore a dirigerlo e nessun fonico a sistemare il fiato. Nessun assistente a confermare che sì, era buona quella frase!
Il doppiaggio è un affare per attori e ricco di tecnica. Non a caso si parla di tecnica del doppiaggio.
Da fuori il doppiaggio è sempre stato visto come un’arte applicata in una sala buia e insonorizzata, una sala dove viene eseguita una particolare magia. Doppiare dal proprio studio professionale è possibile, a patto che si verifichino tutte le condizioni.
Ma nessuno sarà così ingenuo da credere di trasferire - seppure momentaneamente - il mestiere del doppiatore in un altro luogo che non sia quello magico di una sala buia.

 

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