Daniele Campanari

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Lunedì, 13 Gennaio 2020 18:35

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Vita sociale difficile, buio nella quiete. Semplicemente periferia est di Napoli. Immaginiamola come vogliamo, la sostanza non cambierà.

Siamo in uno dei luoghi che sembra aver fatto della cronaca un punto di arrivo. Qui i giovani faticano a vivere e per emergere – come spesso accade quando si nasce in periferia – bisogna indossare scarpe buone e partire, andare più lontano possibile. Destinazione futuro, certo, ma anche destinazione sogno.

Un sogno chiamato radio

Paulo Coelho, scrittore brasiliano, crede in una sola cosa; l’unica cosa che rende impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire. La paura si respira in ogni angolo in certi luoghi. Le microparticelle del terrore penetrano le narici e l’odore della paura non è l’odore di lavanda. Fatto sta che a Barra – ‘A Barra, come si dice da queste parti – la paura sembra non fare così paura. Almeno fin quando esiste la voglia di vivere un sogno. Così dovrebbero cominciare tutte le storie: con il lieto inizio. A Napoli, allora, precisamente ‘A Barra, è nata una nuova radio: la web radio radio del Centro Ester, il complesso sportivo che da un anno e mezzo accoglie centinaia di giovani che si cimentano in numerose discipline. Una eccellenza territoriale che vive il disagio sociale come una piaga da curare, un luogo – probabilmente il migliore – dove poter coltivare passioni e talenti.

“Una voce per tutti”

Radio Centro Ester studio

Centro Ester in tre parole: passione, allegria, caparbietà. Così è per Padre Adolfo Russo. Quindi così è anche per noi che per la radio siamo utenti appassionati, allegri sognatori e caparbi addetti ai lavori. Insomma ci siamo dentro fino al collo. E ne siamo felici. La nuova radio a Napoli è “una voce per tutti, una voce di tutti”, dice Enzo De Micco, responsabile iniziative sociali e rapporti con il territorio. Lo dice prima di andare in onda per la prima volta: in diretta. Saranno state le diciotto di sera o le sei del mattino, in ogni caso del sole era rimasto soltanto un raggio. Fatto sta che la web radio del Centro Ester è una radio diversa. Diversa perché è un nuova, prima di tutto, diversa perché come strumento di comunicazione è a disposizione dei cittadini che vogliono raccontare potenzialità o denunciare criticità del quartiere. Diversa perché è fatta della stessa materia dei sogni. Un canale attraverso il quale si parlerà di Barra con la voce di chi Barra ce l’ha dentro.

Una radio di quartiere

Eccolo allora l’appellativo giusto: “radio di quartiere”. Radio del popolo, radio sfogo. Radio futuro, radio progetto, radio residente, radio sociale: radio tutto. Chiaramente sarà dato spazio allo sport, al teatro – a proposito, bisogna guardare a Il Tappeto di Iqbal – alle attività ricreative in generale: tutto quello che verrà fatto al Centro Ester passerà per la nuova web radio. La gestione del Centro è affidata a Pasquale Corvino che ha avuto l’intuizione di crearla, la radio, che ha trovato ubicazione in via Giambattista Vela 91 nel centro storico di Barra. La radio è una piccola fetta degli oltre 23mila metri quadrati in cui campeggiano una piscina, due campi da calcio, due campi da tennis, palestre e una pista d’atletica. Insomma un sogno. Un sogno grande così che, da oggi, può essere raccontato alla radio.

È un’onda anomala quella che travolge il mondo intero. È un’onda alta e forte che trascina ogni cosa, soprattutto plastica.

Rifiuti umani finiscono in mare per incuria, disattenzione e – aggiungiamo – mancata informazione. Cioè la chiave di tutti i successi, la chiave che apre le porte al di là delle quali ci sarebbe un pianeta pulito.

Infotainment for Present

Un neologismo anglosassone particolarmente usato per descrivere la natura radio-televisiva: il termine infotainment nasce dalla fusione tra le parole information ed entertainment, informazione e intrattenimento per i quali si costruisce una larga parte dei palinsesti radiotelevisivi. Con questa formula di creazione dei contenuti è possibile raggiungere una marea di ascoltatori, fidelizzarli quando possibile, condurli alla riflessione di un tema caldo come quello della salvaguardia del pianeta. Lo sa bene Greta Thunberg, la diciassettenne attivista svedese che della lotta ambientale ne ha fatto una questione di vita finendo per essere incoronata persona dell’anno dal Time. E lo sanno coloro che hanno scelto la radio per sensibilizzare l’animo umano sui temi ambientali.

Radio for Future

Giovani manifestazione ambiente

La radio si fa allora mezzo di ribellione di massa, radio speranza. Speranza per un futuro migliore, certo, ma anche un presente che sia più a misura d’uomo. Nasce con queste nobili intenzioni il programma radiofonico che veicola le parole dei giovani di Fridays for Future, lottatori contro la crisi climatica. Un posto dove sentirsi protetti e rappresentati, ascoltati e condivisi. Radio for Future è una costola di LifeGate Radio, una FM che trasmette tra Lombardia, Piemonte e Liguria. Ha come obiettivo diffondere informazioni sull’ambiente, parlare di temi caldi e soprattutto cercare soluzioni. Con queste prerogative inizia ogni volta il viaggio di Giovanni Mori, uno dei rappresentati nazionali di Fridays for Future e voce della costola. Va in onda l’ultimo venerdì di ogni mese, appena prima che inizi il weekend. Un tipico momento di aggregazione e riflessione.

Il fascino immutato della radio

Non bastavano le arringhe con le lacrime a importunare i soffitti dei palazzi importanti, le manifestazioni di piazza o i sit-in sui palchi del mondo. E non bastavano i social network che invece di unire pare riescano a dividere le popolazioni. Serviva qualcosa che avesse un fascino innato: serviva la radio. “Colei che l’umana natura nobilitasti”, per dirla come l’avrebbe detta Dante Alighieri. Colei che non ha bisogno di preghiere per essere presente. Basta sintonizzarsi sulle frequenze giuste, alzare il volume del podcast e comprendere che qualcosa, davvero, si può fare. Si può smettere di credere che un’onda anomala duri per sempre, per esempio. E si può smettere di pensare che il futuro sia già stato scritto.