Lunedì, 13 Gennaio 2020 17:59

RADIO FOR FUTURE: IL FUTURO DI PLASTICA IN UN PROGRAMMA AMBIENTALE

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È un’onda anomala quella che travolge il mondo intero. È un’onda alta e forte che trascina ogni cosa, soprattutto plastica.

Rifiuti umani finiscono in mare per incuria, disattenzione e – aggiungiamo – mancata informazione. Cioè la chiave di tutti i successi, la chiave che apre le porte al di là delle quali ci sarebbe un pianeta pulito.

Infotainment for Present

Un neologismo anglosassone particolarmente usato per descrivere la natura radio-televisiva: il termine infotainment nasce dalla fusione tra le parole information ed entertainment, informazione e intrattenimento per i quali si costruisce una larga parte dei palinsesti radiotelevisivi. Con questa formula di creazione dei contenuti è possibile raggiungere una marea di ascoltatori, fidelizzarli quando possibile, condurli alla riflessione di un tema caldo come quello della salvaguardia del pianeta. Lo sa bene Greta Thunberg, la diciassettenne attivista svedese che della lotta ambientale ne ha fatto una questione di vita finendo per essere incoronata persona dell’anno dal Time. E lo sanno coloro che hanno scelto la radio per sensibilizzare l’animo umano sui temi ambientali.

Radio for Future

Giovani manifestazione ambiente

La radio si fa allora mezzo di ribellione di massa, radio speranza. Speranza per un futuro migliore, certo, ma anche un presente che sia più a misura d’uomo. Nasce con queste nobili intenzioni il programma radiofonico che veicola le parole dei giovani di Fridays for Future, lottatori contro la crisi climatica. Un posto dove sentirsi protetti e rappresentati, ascoltati e condivisi. Radio for Future è una costola di LifeGate Radio, una FM che trasmette tra Lombardia, Piemonte e Liguria. Ha come obiettivo diffondere informazioni sull’ambiente, parlare di temi caldi e soprattutto cercare soluzioni. Con queste prerogative inizia ogni volta il viaggio di Giovanni Mori, uno dei rappresentati nazionali di Fridays for Future e voce della costola. Va in onda l’ultimo venerdì di ogni mese, appena prima che inizi il weekend. Un tipico momento di aggregazione e riflessione.

Il fascino immutato della radio

Non bastavano le arringhe con le lacrime a importunare i soffitti dei palazzi importanti, le manifestazioni di piazza o i sit-in sui palchi del mondo. E non bastavano i social network che invece di unire pare riescano a dividere le popolazioni. Serviva qualcosa che avesse un fascino innato: serviva la radio. “Colei che l’umana natura nobilitasti”, per dirla come l’avrebbe detta Dante Alighieri. Colei che non ha bisogno di preghiere per essere presente. Basta sintonizzarsi sulle frequenze giuste, alzare il volume del podcast e comprendere che qualcosa, davvero, si può fare. Si può smettere di credere che un’onda anomala duri per sempre, per esempio. E si può smettere di pensare che il futuro sia già stato scritto.

Letto 26 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Gennaio 2020 18:02