Venerdì, 20 Novembre 2020 19:44

INDOSSA LA CAMICIA STIRATA. IN ALTRE PAROLE, CURA L'AMBIENTE DI REGISTRAZIONE!

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Alcuni giorni fa ho visto il video di un talentuoso aspirante speaker e doppiatore che con la telecamerina dello smartphone ha registrato una sua performance mentre si cimentava nella lettura di una poesia o di uno spot pubblicitario. Il video è stato pubblicato su Facebook, Instagram o è arrivato direttamente nella mia posta. Non è questo l’importante. L’importante è che questo aspirante speaker e doppiatore è bravo, ha una bella voce*, e riesce addirittura ad applicare delle regole fondamentali del mestiere. Ma ha un problema. Dice: qual è il problema?  

Il problema di questo talentuoso aspirante speaker e doppiatore è il suono riprodotto dalla sua performance. È un suono “ambientale”, ai limiti del cavernicolo. Siamo in cameretta, infatti. E questo è luogo in cui il nostro passerà la notte sognante sperando di diventare un professionista del settore.
Dicevo, dunque, che il problema è l'ambiente.
Tutti sanno che avere un buon suono equivale a indossare una camicia stirata, la stessa che metterai al colloquio di lavoro. Un buon suono è quindi il proprio biglietto da visita. E non parlo del suono della voce, quello viene dopo. Parlo dell'ambiente che circonda la nostra performance. Non a caso la prima cosa che viene decretata professionale o poco professionale è proprio il suono. E avrei esempi concreti di speaker scartati a priori - seppur tecnicamente bravi - proprio perché si sono presentati all’appuntamento con la camicia sgualcita. Che nel nostro caso è un suono orribile.

Quindi dirò che la prima regola per entrare a far parte - e sopravvivere a lungo - nel mondo del voice over è avere un buon suono. Siamo nel campo dello smart working, chiaramente. Smart working che, per inciso, abbiamo inventato noi molto tempo prima che arrivasse la pandemia da coronavirus. Dice: come ottengo un buon suono?
Semplice. Basta occuparsi dell'insonorizzazione del posto in cui abbiamo deciso di dare voce al nostro talento. Dunque dovrai occuparti dei riflessi vocali che normalmente rimbalzano da parete a parete e da pavimento a soffitto. Potrai attaccare pannelli insonorizzati alle pareti se registri in una stanza adatta alla ricostruzione, oppure potrai usare gli stessi pannelli insieme a delle tende insonorizzanti chiudendoti come se fossi in un camerino. L'alternativa è acquistare una cabina insonorizzata. Più professionale sarà l’idea, più contributi economici dovrai prevedere.

Ma ricorda: l'ambiente in cui registri è la tua camicia stirata. Un microfono super professionale e costoso come il Neumann U87 che uso io, insieme alla scheda audio Apollo Twin, non faranno di te un professionista se trascuri i dettagli. E i dettagli fanno la differenza.   

*avere una "bella voce" non significa niente

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Mi chiamo Daniele Campanari, sono un doppiatore e speaker pubblicitario professionista. Puoi ascoltare la mia voce in tutta Italia e nel mondo. 
Ogni giorno mi metto al servizio per grandi e piccole imprese. La mia voce viene scelta per campagne pubblicitarie nazionali in TV, su canali Mediaset e satellitari; e radiofoniche in onda su Rtl 102.5, Radio 105, Radio 24, Radio Rai, Radio Italia.
Ho lavorato per TIM, Mulino Bianco, IKEA, Trivago, Michelin, Edison, UCI Cinemas, Del Monte e molti altri. 

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Letto 126 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Novembre 2020 20:09